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F1 | Ecco il vostro show: abuso di bandiere rosse, incidenti pericolosi e risultati antisportivi

Il Gran Premio d’Australia 2023 non può che lasciare degli strascichi e che dureranno certamente per le settimane di stop che ci separano dal prossimo appuntamento di Baku. La Formula 1 e la FIA, anche oggi, hanno fatto una magrissima figura nei confronti dello sport, degli appassionati (quantomeno gli storici, ndr) e di tutti coloro che credono in certi valori oramai bellamente accantonati per l’artefatto. Non andremo a ripercorrere nei dettagli quanto accaduto, pensiamo che due bandiere rosse messe totalmente a caso nel corso di una gara siano ampiamente sufficienti per capire come ci sia qualcosa che non va, il tutto pochi giorni dopo le dichiarazioni scioccanti di Stefano Domenicali, le quali hanno lasciato obiettivamente senza parole.

SHOW FITTIZIO E OSSESSIVO

La direzione presa dalla Formula 1 è evidente: lo spettacolo creato ad arte per attirare quanto più pubblico possibile, a discapito della competitività, dello sport e, udite udite, anche della sicurezza. Perché non veniteci a dire che le due bandiere rosse esposte a Melbourne, parliamo di quelle successive agli incidenti di Albon e Magnussen siano per il pericolo causato in pista, pericolo che si è invece venuto a creare nella seconda partenza, quella della super mega iper sprint race di due giri, con pezzi di macchine sparse per il rettilineo dopo curva 2, gomme che volavano e spettatori al di là delle barriere e messi anche loro, in qualche modo, in pericolo da questa ricerca ossessiva e pericolosa dello spettacolo.

Ma è davvero questo quello che vogliono gli appassionati? Cioè dobbiamo mettere a rischio o accantonare il merito sportivo per dar vita a uno “show” del genere? Che lo facciano in NASCAR, in America, in altre categorie può stare anche bene, questo non vuol dire che sia giusto in tutte le situazioni. La Formula 1 ha una sua cultura, dovrebbe essere meritocratica, ma stando a quanto accaduto al povero Gasly, all’Alpine in generale e cosa stava per succedere ad Alonso, beh insomma dovrebbe far riflettere chi di dovere. Lo stesso Verstappen, in testa meritatamente per gran parte della gara ha visto il tutto rimesso in discussione per una vettura parcheggiata fuori dalla pista, quella di Magnussen, e una gomma staccata ma facilmente rimovibile in trenta secondi con una semplice Virtual Safety Car. Badate bene, siamo sulla falsa riga di quanto successo a fine 2021 eh. Evidentemente il problema non è chi dirige la gara, ma bisogna scavare molto più a fondo.

ABUSO DI BANDIERA ROSSA

Obiettivamente, basta con queste bandiere rosse esposte esclusivamente per metterla in caciara. L’Alpine è stata letteralmente derubata del risultato conseguito fino al giro 56 di 58, ossia il quinto posto straordinario di Gasly e il decimo fino a quel momento di Ocon. In un tracciato come quello di Melbourne, a due giri dalla fine cosa vi aspettavate? Che i piloti non si dessero battaglia fino all’ultimo centimetro disponibile, andando anche oltre? E’ un abuso, della parola sicurezza, anche perché qua di sicuro non c’è assolutamente nulla, era solo la perfetta scusa per mettere in discussione quanto accaduto fino a quel momento per dare quell’ossessivo spettacolo di cui scrivevamo sopra. E’ oltremodo indecente gestire così la Formula 1, qualcuno dovrebbe farsi un bell’esame di coscienza e ammettere che così non si può andare avanti. Prima la meritocrazia, poi arriva il resto se si è bravi a farlo funzionare, e basta con questa ricerca compulsiva di uno show fittizio, perché quello di oggi, oltre ad essere causato ad hoc, è stato anche terribile.

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