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F1 | Ferrari, non resta che aggrapparsi ai ricordi

Dieci luglio 2022, Gran Premio d’Austria. Sono passati quasi nove mesi da quella domenica estiva, nella quale Charles Leclerc e la Ferrari conquistarono quella che sarebbe diventata l’ultima vittoria ad oggi della Rossa in Formula 1. Un successo non certo agevole per il monegasco, che si rese protagonista di un capolavoro di gestione arrivando a traguardo con una vettura che palesava problemi all’acceleratore. Leclerc più forte delle difficoltà, più grande del mezzo che guida. Così si disse. Vox populi, vox Dei.

Da allora però la Ferrari ha iniziato un’iperbole, entrando in un vortice negativo dal quale fa fatica ad uscire. La seconda metà del 2022 non ha infatti regalato più gioie alla Ferrari, anzi solamente dolori nell’osservare impotente la cavalcata trionfale della Red Bull e di Max Verstappen verso le rispettive corone iridate.

Una scena, non ce ne vogliano i tifosi dei “bibitari” e dell’olandese già pronti con gli scongiuri del caso, che con tutta probabilità verrà replicata anche quest’anno dove la RB19 (due doppiette nelle prime due gare, con la concorrenza apparsa inerme dinanzi a cotanto dominio) è apparsa una monoposto nettamente superiore che non lascia spazio ad eventuali rimonte dei rivali.

Anche quest’anno, dunque, verrà aggiunta un’ulteriore casella alle voce degli anni di digiuno che separano Maranello dal titolo iridato che saliranno a sedici. Mancano solamente due anni alla “maggiore età”. Dalla trionfale domenica di Interlagos, quella che ancora oggi viene ricordata come la magia di San Paolo, nella quale Kimi Raikkonen si laureò campione del mondo – Iceman concluse nel migliore dei modi una stagione che agli albori appariva come una difficile transizione del post Schumi – avendo la meglio in un rocambolesco epilogo di campionato sul duo McLaren Hamilton-Alonso. Da allora la squadra del Cavallino non è più riuscita a trovare quel giusto equilibrio e quella giusta stabilità (Todt, Domenicali, Mattiacci, Arrivabene, Binotto, Vasseur i team principal che si sono avvicendati da quell’ultimo successo iridato) per tornare a fare la Ferrari con la F maiuscola.

Il 2023, dove forse le uniche gioie (al netto di gare pazze) potrebbero essere regalate da Charles Leclerc in qualifica vista la sensibilità di Carletto sul giro secco, ha rappresentato l’ennesimo cambio di “panchina” che ha portato a Maranello Frederic Vasseur. Ma il francese avrà chiaramente bisogno di tempo per modellare a propria immagine e somiglianza una squadra e una situazione tecnica sulla quale non ha avuto – chiaramente – voce in capitolo trovando già apparecchiato l’attuale progetto. Tempo che però scorre inevitabile e che lascia cadere nello sconforto i tifosi della Ferrari che, anziché guadare avanti con positività, si girano indietro specchiandosi nei ricordi più belli.

In quella Ferrari che vinceva e che faceva invidia al mondo del motorsport. Oggi purtroppo non si può fare altro che guardare al passato con tanta malinconia. In attesa che giungano tempi migliori. Ma indicare un lasso temporale in cui possa concretizzarsi questa risurrezione in salsa rossa è roba da Mission Impossible.

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